Ricordando le tradizioni legate alla lavorazione del maialino domestico, il 18 febbraio gran porcata all’Incartata

“Testamento del maiale”    

Io peccatore e lurido maiale

devo morire perché è Carnevale,

ma prima che sia morto e scenda all’orco,

sentite che vi dice questo porco!

Al sindaco, che conoscete tutti,

gli lascio i miei buonissimi prosciutti

perché‚ per tutto l’anno, inverno e estate,

si faccia le sue solite pappate.

Poi lascio al segretario comunale

il mio grugnante grifo di maiale,

perché lo ficchi sempre dappertutto,

e s’ingozzi e non resti a becco asciutto.

Lascio il mio fiele al medico condotto,

perché ci faccia un utile decotto,

da dare come cura ai suoi malati,

finché alla fine non li avrà spacciati.

Al parroco gli lascio la ventresca,

che gli ricordi la sua bella tresca

con la moglie del povero speziale,

al quale lascio in dote un bel guanciale,

su cui possa dormire sonni tranquilli,

senza mettersi in testa certi grilli!

Infine lascio il resto del mio corpo,

a chi gradisce e apprezza questo porco,

che fra salsicce, sfrizzoli e prosciutto

non se ne spreca niente, è buono tutto!

Così io vi farò peccar di gola anche da morto,

basta la parola.

Fra salsicce, salami e bei prosciutti

uno per uno vi accontento tutti!

 

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