Passeggiata domenicale a San Mango Cilento: una sorpresa di accoglienza e risorse

Domenica 30 settembre escursione a San Mango Cilento, frazione di Sessa Cilento, alla scoperta di un borgo amico per la ricerca di comunanze da conoscere e condividere.

Guidati da Elia Aniello, presidente pro loco Saxum, accompagnati ed omaggiati dallo storico locale Michele Di Fiore, già consigliere provinciale, ricevuti e salutati dal vicesindaco Gabriele Falcione, accolti premurosamente dallo staff della trattoria “Alto Livello” che ci ha deliziati con prelibate e gustose pietanze preparate apposta per noi.

È stata una magnifica giornata che ha aperto la via al gemellaggio dei San Mango per la interazione di comuni programmi di attività ed interscambi socio culturali.

Il borgo è una frazione di Sessa Cilento da cui dista un paio di Km ed è ubicato nel parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. La sua esposizione verso settentrione, la freschezza delle acque di torrenti e fontane, la folta vegetazione circostante, rendono il paese un´ottima residenza nel periodo estivo. Ha una popolazione di circa 600 anime, costituita per lo piú da anziani. Tra le attivitá artigianali-industriali si segnala quella boschiva, favorita dalla ricchezza di boschi cedui della zona. Le origini dell´abitato risalgono al secolo X, come  dimostra un antico diploma del 994, che testimonia la presenza di un monastero intitolato a S. Magno, fondato da monaci orientali e poi passato ai benedettini, i quali ebbero il merito di colonizzare la zona diffondendovi un contratto agrario molto vantaggioso per i contadini. Per vari secoli l´attivitá di questo monastero fu fiorente e si estese in larga parte del Cilento storico. Poi nel secolo XIV, per motivi che non conosciamo, il monastero scomparve e il villaggio assunse la definitiva denominazione di S. Mango, La vita religiosa si svolse intorno alla chiesa parrocchiale di S. Maria degli Eremiti, sorta nel secolo XV a poca distanza dai ruderi dell´antico monastero. Ancora oggi si puó ammirare il possente campanile di tale chiesa, che ai principi del Novecento fu abbandonata per l´attuale che si trova al centro del paese.  A reggere il feudo si alternarono varia casate, fra le quali anche quelle, di gran prestigio, dei Mendoza e dei D´Aquino, dei Del Pezzo e dei Sanfelice. Subentrarono infine, verso metá Settecento, i Del Giudice, i cui discententi vivono ancora nel magnifico palazzo settecentesco (oggi molto precario addirittura pericoloso per la stabilitá di una buona parte dell´edificio) ubicato lungo il corso principale del paese.

Ai principi dell´ottocento S. Mango visse un´altro periodo di rilievo, questa volta nella storia politico-amministrativa, perché con l´attuazione della riforma voluta dai napoleonici, fu designato come capoluogo di un ampio Comune che abbracciava ben sette villaggi. La fase del Comune autonomo fu peró breve, perché col I gennaio 1834 il capoluogo fu trasferito nella vicina Sessa, di cui S. Mango divenne frazione. Dopo l´Unitá nazionale divenne protagonista della storia di S. Mango il fenomeno dell´emigrazione, che si indizizzó dapprincipio verso gli Stati Uniti d´America, dove tuttora é fiorente la rappresentanza dei sammanghesi. Nel dopoguerra invece l´emigrazione si diresse prima verso il Venezuela, poi verso i Paesi dell´Europa centrale. In ogni caso questi emigrati hanno conservato costumi e tradizioni del paese di origine e soprattutto il culto della patrona S. Rosalia, che é vivo fin dalla metá del Seicento.

Particolarmente interessante la sequenza dei mulini a caduta, ben 12, con sistema a ruota orizzontale collegati da tra loro un canale d’acqua corrente alimentato da una cisterna di raccolta posta alla sommita del monte.

Oggi gli abitanti di San Mango Cilento sono per lo più anziani attorno ai quali  ruota l’economia locale. I tanti mulini a caduta del posto testimoniano un passato agricolo abbastanza fiorente. Tra molti terreni incolti restistono oliveti, castagneti e meleti, oltre a piccoli orti a conduzione prettamente familiare. Abbondano particolarmente fruttuosi alberi di mela rossa, ecotipo della mela annurca, che nel periodo autunnale danno colore e vivacità al paesaggio.

Accoglienza premurosa e gustosa riservata agli ospiti da parte dello staff della trattoria “Alto Livello” con un menu a base di pietanze semplici ed abbonadanti preparate con ingredienti genuini secondo gli usi della tradizionale cucina cilentana.

Prima di rientrare al nostro San Mango Piemonte, abbiamo donato il logo della Pro Loco su ceramica a mano al vicensindaco di Sessa Cilento, Gabriele Fulgione,  con la promessa di rivederci per attivare un protocollo d’intesa con obiettivi di interscambi socio culturali.

 

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